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Jim Morrison

di Daniele Curci

Jim Morrison - bello, colto, rampollo ribelle di una ricca famiglia borghese, pieno di velleità poetiche e rivoluzionarie - pur non sapendo suonare alcuno strumento né avendo mai cantato prima, divenne, con la sua presenza scenica oltraggiosa ed il suo esplosivo sex-appeal, il leader carismatico della band e l’idolo erotico di migliaia di ragazzine urlanti. Ancora oggi, a quasi trent’anni dalla morte per overdose, il suo volto – icona del nulla – continua ad occhieggiare da posters e magliette per i figli ed i nipoti dei primi acquirenti dei suoi dischi. Se il bel Jim provvedeva testi provocatori e fantasmagorici oltre ad un’interpretazione teatrale ed entusiasmante, l’originale fraseggio organistico di Manzarek ordiva armonie irresistibili che scalavano immancabilmente i primi posti delle classifiche. Sei albums consecutivi divennero dischi d’oro in America.

Nel giro di pochi anni di successi musicali – dal gennaio 1967 al luglio 1971 - il giovane preteso poeta si trasforma però in un ubriacone drogato che barcolla da un palcoscenico all’altro e da un processo all’altro (fellonia, vilipendio, ubriachezza molesta, atti osceni in luogo pubblico, ecc.). Nei suoi versi emerge sempre un compiacimento morboso per l’autodistruzione ed il nihilismo: “Questa è la fine, mia bella amica, questa è la fine, mia unica amica, dei nostri piani elaborati, la fine, di tutto ciò che esiste, la fine…” - un pezzo che fece epoca The End (la fine), in cui si descrive il risveglio di un giovane assassino che stermina la sua famiglia: la sorella, il fratello, poi, novello Edipo:

“Padre ? – Sì, Figliolo? – Voglio ucciderti ! – Madre ? Voglio…..”.

Cosa si cela dietro la misteriosa figura di questo personaggio ancora oggi tanto osannato?

Morrison non era soltanto un drogato ed un ubriacone, aveva dei legami profondissimi con il mondo dell’occulto.

L’inizio delle sue macabre fantasie ossessive risale ad un evento traumatico subito nell’infanzia.

Il piccolo Jim Morrison viaggiando con i genitori ed i nonni nel deserto, vicino ad una riserva indiana nei pressi di Albuqueque si imbattè in un drammatico incidente stradale, accanto ad un camion rovesciato vide i corpi morti, scompostamente riversi in terra, di alcuni Indiani Pueblo. Racconterà nel disco postumo An American Prayer – “vidi un camion rovesciato per un incidente stradale, c’erano decine di indiani morti sparsi sulla strada….gli spiriti di molti di quegli indiani sono entrati dentro di me, sono ancora lì…”.

A confermare queste suggestioni fu lo stesso Jim in un intervista rilasciata in perfetta lucidità a Paul Ferrara e Babe Hill:

“[…]Ero solo piccolo….un bambino è come un fiore la cui testa fluttua nella brezza. Ma la sensazione che ne ho adesso ripensandoci, guardando indietro, è che l’anima di unp di quegli Indiani, forse di molti di loro volò e saltò nel mio cervello.[…] Quella fu la prima volta che assaporai la paura. E siccome questa è una proiezione del passato io penso veramente che in quel momento le anime o i fantasmi di quegli indiani morti, magari uno o due di loro, siano schizzati dentro la mia anima, e io ero come una spugna pronta ad assorbirli. Questa non è una storia di fantasmi, è qualcosa che significa davvero molto per me.”

Jim Morrison novello Dioniso

Secondo la mitologia greca Dioniso girava il mondo seguito da una ubriaca truppa di ninfe, satiri, menadi e baccanti. Nelle tipiche rappresentazioni, Dioniso è il dio giovane e bello, imberbe, con lunghi capelli, a volte sul dorso di una pantera, altre volte avvolto in pelli di animale. Il suo culto d’adorazione si concludeva con dissolute baldorie e influenzò anche la cultura – le feste in suo onore che si tenevano ad Atene diedero infatti luogo alle prime rappresentazioni teatrali greche.

Chiasso, musica, orge, alcool…queste parole rendono bene l'idea dell’atmosfera che si respirava nelle feste dionisiache…

Gli stessi elementi, presenti tra l'altro in tutti i suoi spettacoli, caratterizzarono la turbolenta vita di Jim Morrison, che affascinato dal mondo del mito pagano, dalla tragedia greca…disse:

“A volte mi piace guardare la storia del rock’n’roll come l’origine della tragedia greca, che iniziò su un’aia nelle stagioni cruciali e all’inizio era un gruppo di fedeli che ballavano e cantavano. Poi, un giorno, un indemoniato balzò fuori dalla folla e cominciò a imitare un dio”.

Quell’indiavolato imitatore di un dio pagano che danzava e urlava in ebbro abbandono, impersonificava il mistero della divinità e il suo stesso potere…in esso si indentificava. Quando saliva sul palco Morrison subiva una metamorfosi: la sua voce gentile diventava aspra, rauca, profonda, potente; la sua goffa mimica diventava arrogante, orgogliosa; il volto placido si trasformava e i suoi occhi in genere penetranti e indagatori, diventavano vuoti, vitrei e lontani come due finestre illuminate. Emetteva strani suoni gutturali, suoni animaleschi, urlati e gridati come fossero di dolore. I suoi abiti in pelle di serpente frusciavano. I gesti si facevano spasmodici, apoplettici, non ballava con grazia e fluidità, ma con passi saltellati, sporti in avanti, scatti di testa, come un indiano d’america nel corso di una danza rituale.

Jim Morrison non recitava un ruolo, egli era uno sciamano.

Ray Manzarek, membro dei Doors, ricordando Morrison dichiarò: "Non era un musicista. Non era un attore. Non era un uomo di spettacolo. Era uno sciamano. Era posseduto". Qualche tempo prima, aveva dichiarato: "la nostra musica è proprio come una cerimonia tribale, e Jim è lo sciamano".

Il tema dionisiaco-panistico è praticamente una costante nel campo delle sette sataniche… La ritualità dei culti dionisiaci ricorda i moderni riti satanici e perfino alcuni simboli, come il capro, hanno origine proprio nella cultura greca. Nel corso delle feste dionisiache, o baccanali, si era soliti sacrificare un caprone, e il rito sacrificale era accompagnato da canti corali e da battute che in forma di dialogo venivano scambiate dai sacerdoti. A questo aspetto del rituale i pensatori greci riconducono l'origine della tragedia (individuando l'etimologia, nel termine tragedia "il canto del capro"), destinata nella Grecia classica a diventare una delle forme più alte e complesse di poesia.

Il capro è simbolo di estasi ricollegabile al mito dionisiaco-panistico: energia illimitata e sovrumana.

 

Jim Morrison e lo sciamanesimo

Perché il teatro funzionasse, perché il mito avesse più significato conoscitivo, la gente doveva sentirlo, interiorizzarlo. Rituali, sedute spiritiche e cerimonie religiose fornivano ai partecipanti opportunità per sperimentare sostanza mistica a livello viscerale. Fu proprio l’evento traumatico infantile che segnò la vita del piccolo Jim, ad avvicinare l’adoloescente Morrison all’interesse per lo sciamanesimo e all'approfondimento della cultura dei nativi d’America.

Lo sciamano era una figura particolare: veggente, guaritore, sognatore, mediatore…attraverso l’uso di sostanze allucinogene, in stato di trance, comunicava con entità spirituali. Uno sciamano non poteva diventare tale, la tradizione diceva che l’unico modo per esercitare tale professione fosse quella di ereditare l’anima di uno sciamano morto.

Proprio in riferimento a quest’ultimo punto, strettamente ricollegato al traumatico incidente di cui fu testimone il piccolo Jim, si doveva la profonda convinzione di Morrison di essere uno sciamano... Disse:

“ Nel corso della seduta spiritica, lo sciamano conduceva. Un panico sensuale, deliberatamente evocato attraverso droghe, canti, danze, scaglia lo sciamano nel trance. Mutamenti di voce, movimenti convulsi. Si muove come un pazzo. Questi isterici professionisti, appositamente scelti in virtù della loro psicotica propensione, una volta erano molto considerati. Mediavano tra l’uomo e il mondo spirituale. I loro viaggi mentali formavano la croce della vita religiosa della tribù”.

Morrison esaltava l’uso degli allucinogeni, in particolare del peyote, pianta cactacea messicana da cui si estraggono la mescalina e otto alcaloidi, pianta sacra presso inativi d’America, che per le sue proprietà allucinogene veniva utilizzata dagli sciamani per entrare nello stato di trance.

Chiesa peyotista così si chiama in America la Chiesa degli indiani nativi, il loro credo eretico esalta il culto del peyote, pianta secondo la tradizione donata da Dio agli indiani, nel quale si crede vi sia una parte dello Spirito Santo. Il cibarsi di peyote ha quindi una funzione sacramentale… Assurdo, ma purtoppo vero.

Fu un libro, in particolare, a condizionare il ventenne Morrison, Le porte della percezione di Aldous Huxley, in cui si narravano le personali esperienze dell’autore con la mescalina (come detto in precedenza sostanza contenuta nel peyote). Questo libro si radicò così tanto nella vita di Jim Morrison da dare perfino il nome al suo famoso gruppo musicale “Doors” per l’appunto da “The doors of perception”.

Morrison e l’adorazione dei rettili

Morrison si rivelò ossessionato da immagini di rettili, come simbolo sessuale ma non soltanto, persisteva in essi qualcosa di più profondo, una fascinazione sciamanica oscura:

“Cavalca il serpente, cavalca il serpente, è vecchio e la sua pelle è fredda…il serpente è lungo sette miglia, cavalca il serpente…” (da The End).

Un altro brano si intitola The Celebration of the Lizard (la celebrazione della lucertola), vi si racconta, in toni visionari, del ritorno dall’esilio di un misterioso e onnipotente Re Lucertola che guida le sue schiere – “fratelli e sorelle della pallida foresta, figli della notte” - alla riconquista della sua città natale.

Anche la celebre Riders on the Storm (cavalieri nella tempesta) è pervasa da cupe immagini di morte:

“Cavalieri nella tempesta, c’è un assassino per la strada, cavalieri nella tempesta, il suo cervello si contorce come un rospo, se dai un passaggio a quest’uomo, una dolce famiglia morirà, cavalieri nella tempesta…”.

Sul palco Jim Morrison si veste di pelle di serpente…giacca di squame, pantaloni di pelle, stivali di pelle…egli stesso si sente un serpente e i suoi movimenti sinuosi sul palco ricordano lo strisciare di un serpente.

Come spiegare questa ossessione per i rettili nei testi delle canzoni, nelle sue poesie e perfino nelle interviste rilasciate?

C’è qualcosa di più di una semplice fissazione, dietro parole apparentemente prive di senso si nasconde un oscuro culto. Egli stesso afferma:

"L'Oscurità, il Male, il Selvaggio sono per noi territori da sondare, da percorrere cavalcando il Serpente... Il mio è anche un invito rivolto ai poteri oscuri, alle forze del Male, perché escano allo scoperto".

Abbiamo detto che Morrison risentì dell’influsso della cultura sciamanica, nella quale sono molto frequenti i riferimenti agli elementi della terra e agli animali verso i quali, i nativi americanti ad esempio, nutrono un vero e proprio culto.

Nel caso di Morrison il serpente, la lucertola, i rettili divengono incarnazione dell’oscuro, divengono simbolo di un misterioso male da adorare. Male e serpente, un binomio che non può esimerci dal manifestare l'evidenza di un chiaro riferimento alla simbologia satanica. Il serpente, il rettile infatti è da sempre associato al Maligno…nelle Sacre Scritture Satana appare in Genesi sotto forma di serpente, ed ancora nell’Apocalisse, dove è chiamato drago e serpente antico.

Jim Morrison e il matrimonio wicca

Patricia Kennely, “moglie” di Jim Morrison, era una strega praticante e attirò molte persone alla stregoneria attraverso i suoi libri. Una volta affermò:

"Ho reso accessibile la stregoneria a persone che non avrebbero mai letto un libro sulla stregoneria, ma che leggerebbero un libro fantasy o una biografia di una rock star. È il mio modo di strisciare verso la porta sul retro e mantenerla aperta per farli entrare dentro".

Le streghe, o Wiccans venerano le forze ancestrali della natura, la Triplice dea, la Grande madre e la sua contropare maschile, il Dio Cornuto.

Era una notte di mezza estate del 1970, nell’appartamento in stile gotico-vittoriano di Patricia erano state accese delle candele. Il rituale matrimoniale venne spiegato. Il matrimonio Wicca chiamato handfasting ("Legare le Mani"), è visto come una fusione di anime su un piano Karmico e cosmico che influenza il ciclo delle reincarnazioni (notate anche questa componente orientale dannosissima). Il matrimonio fu “celebrato” da un’amica di Patricia, un’alta sacerdotessa della congrega, assistita da un altro sacerdote. Il rituale prevedeva preghiere, invocazioni alla Dea, benedizioni, l’esecuzione di due piccoli tagli sui polsi e gli avambracci di entrambi gli sposi, la mescolanza di qualche goccia di sangue in un calice di vino consacrato dal quale dovevano bere, il salto di un manico di scopa, lo scambio di giuramenti iscindibili, e la finale invocazione della presenza della Dea. I sacerdoti stilarono due documenti, uno in inglese uno in runico (carattere magico). Tutti i presenti firmarono mentre a Jim e Patricia fu richiesto di firmare con il sangue. L'unione si scioglie qualche tempo dopo quando lei rimane incinta e su spinta di Morrison abortisce.

Storia terribile di riti magici (la wicca è stregoneria a tutti gli effetti), invocazioni demoniache (la dea, le divinità pagane, il dio cornuto…sono tutti idoli pagani e demoniaci) e patti di sangue (unire il sangue, bere il sangue riti frequenti negli ambienti satanici)…

Morrison e l’esaltaizone della sessualità disordinata

“Voglio avere la libertà di provare tutto, credo di voler sperimentare tutto almeno una volta”

Con queste parole Jim Morrison sintetizzava il suo credo, il suo concetto di libertà, consistente nel fare tutto, senza schemi o regole da seguire. Chi conosce la figura di Alister Crowley, fondatore del satanismo contemporaneo, non può fare a meno di associare le parole di Morrison con il famoso motto dell’occultista : “Fai ciò che vuoi”. Questo accostamento non è certamente casuale se si considera che sulla copertina di uno degli album dei Doors appare l'immagine di Crowley (un busto attorno al quale la band è raccolta).

La stragrande maggiornaza dei sociologhi e degli studiosi di movimenti religiosi sono concordi nel rilevare, nei movimenti satanisti, l’esaltazione disordinata della componente sessuale; il sesso infatti diviene un segno di appartenenza al maligno, in quanto esso viene utilizzato come trasgressione al difuori di qualsiasi contesto di amore, per ridurre l'uomo alla sua animalità senza più la sua immagine e somiglianza spirituale col Creatore.

Questa visione svilente del sesso quale rottura degli schemi, divenne intorno alla fine degli anni 60 un vero e proprio culto… Molti noti cantanti e leader di famose band divennero i guru di questo libero pensiero, dei veri e propri idoli del sesso. Così fu, ad esempio, per Morrison, simbolo di perversione sessuale, di una morale libera da ogni schema, ma anche priva di ogni pudore… Diceva Morrison:

“La sessualità può essere una buona strada verso la liberazione interiore, ma può anche rivelarsi una trappola. Il segreto sta nell’assecondare le proprie vere pulsioni, ma la gente è più impegnata a nascondersele e a nasconderle, a mistificarle…”

E ancora “il sesso che coinvolge pienamente i sensi è un’esperienza mistica”

Ma non solo con le parole, soprattutto con i fatti dimostrava queste sue assurde convinzioni… Spesso durante i concerti si esibiva in spettacoli osceni, più volte ad esempio durante i concerti si slacciava i pantaloni mostrando i genitali e invitando le ragazze ad avere rapporti sessuali, versi osceni, movimenti ambigui con la chitarra o con l’asta del microfono, ma anche tanto masochismo, con gesti e movimenti amplificati dalle cariche anfetaminiche produceva la sensazione di una surreale rappresentazione tribale oscura e sottesa di latente violenta. Al concerto al “California State College” ha fustigato e ingiuriato senza pietà con urla e gesti la prima fila di ragazze, ma il vero “spettacolo” cominciava nei backstage, dopo il cocnerto, dove lui spesso ustionava le fan con la brace di sigaretta.

Cambiava continuamente partner, Patricia la donna che lo sposò con rito Wicca, dopo poco tempo lo lasciò per via del suo libertinaggio, mentre Pamela Courson, nonostante i modi di Morrison, gli rimase fedele fino al giorno della misteriosa morte del cantante, probabilmente per overdose. Il corpo si trova in Francia al Pére Lanchaise, non lontano dalla tomba di Allan Kardec, fondatore dello spiritismo.

Morrison e Satana

Abbiamo parlato dei legami del cantante con il mondo esoterico/occultistico, con il Wicca, con lo sciamanesimo e il peyotismo, con i culti pan-dionisiaci e con Alister Crowley. Non ci rimane che dire l’ultima. Morrison stesso dichiarò che Satana, di cui aveva avuto un'apparizione, era la fonte della sua musica. A questo punto, lascitemelo dire...Non ne avevamo dubbi!

Affido questa mia ricerca ai Santissimi cuori di Gesù e Maria, nella speranza che queste parole possano aiutare a far luce sulla figura di questo cantante che, ancora oggi, attira numerosi giovani allontanandoli dalla Verità di Cristo!

In corde Jesu et Mariae

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