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ritorno al sunset strip rolling stones aprile 2007
RITORNO AL SUNSET STRIP
Per i 40 anni dall'uscita di "The Doors", i litigiosi sopravvissuti della band tornano sulla strada dove tutto è iniziato. L'appuntamento è al Whisky a Go Go. E con loro c'è anche "RS"

di David Fricke

Poche settimane fa il batterista John densmore, il chitarrista Robbie Krieger e l'organista Ray Manzarek dei Doors sono tornati sulla stessa strada, il Sunset Boulevard di Los Angeles, dove 40 anni fa fecero le loro prime apparizioni live. Jim Morrison, morto nel 1971, ovviamente non c'era e Densmore ha fatto in modo di non trovarsi mai nella stessa stanza con Krieger e Manzarek.

Da tre anni, infatti, i tre sono impelagati in una causa legale sulla propriet‡ del nome della band. Questa disputa ha dato vita a una situazione singolare: per la festa che dava il via alla celebrazioni del quarantesimo annivarsario i tre hanno celebrato l'uscita di una nuova autobiografia, The Doors by The Doors, e di un gigantesco box-set delle loro registrazioni in studio, Perception (faccio una rivelazione: ho scritto due saggi che sono stati inclusi nel box), con due eventi separati, a pochi isolati uno dall'altro. Manzarek firmava libri al Cat Club (il vecchio London Fog, dove agli inizi del 1966 la band debuttò dal vivo) e Krieger faceva lo stesso al Whisky a Go Go, dove i Doors si esibirono nell'esplosiva performance che fece di loro delle star.

Nel frattempo, in fondo alla strada, al Book Soup (l'ex Cinematheque 16, dove Jim Morrison teneva i suoi reading di poesia), Densmore suonava la batteria mentre Perry farrel e Chester Bennington dei Linkin Park leggevano i testi di Morrison. In serata, Manzarek e Krieger hanno suonato al Whisky senza Densmore, esibendosi in alcuni successi come Light my Fire e roadhouse blues, insieme con farrell, Bennington e al chitarrista Slash.

L'essenza base della battaglia legale tra i vecchi compagni di Morrison è più o meno questa: credono tutti e tre di lottare per l'onore e per quegli ideali della bend origimale in un'industria discografica che è cambiata radicalmente.

"Credevo che io e Robby stessimo facendo un ottimo lavoro nel rispetto del nome dei Doors", dice Manzarek, 67 anni. Invece la vittoria legale di Densmore, in attesa della sentenza d'appello, significa che Manzarek e Krieger non possono chiamarsi The Doors in nessun modo o forma: non Toilet Doors, non Barn Doors, niente", sottolinea Manzarek. "Non ci possiamo nemmeno chiamare The Doors of perception, prendendo spunto dal libro di Aldous Huxley, da cui è stato tratto il nome della band".

Densmore, 62 anni, che per le spese della causa ha pototu contare sull'appoggio del patrimonio di Morrison e su quello della sua compagna Pamela Courson (morta nel 1974), sostiene che i Doors sono solo "Ray, Robbie, John e Jim. Quei quattro ragazzi erano magici. Non si scherza con questo, cazzo. Ma se Jim si presentasse, sarei disposto a ricominciare in un nano secondo. Forse anche in altre situazioni, ma ho bisogno di un po' dio tempo per riprendermi".

Malgrado tutto, l'appeal spirituale esercitato dai Doors continua a costituire una dei più grandi miracoli del mondo del rock. Il gruppo vende ogni anno oltre un milione e mezzo di dischi. Il manager Jeff Jampol, che segue la band dal 2003, ricorda le parole del suo storico predecessore Danny Sugerman. "Mi disse: Sono stato con i Doors da quando avevo 13 anni. E una cosa di cui puoi stare certo è che se metti Jim Morrison e i Doors davanti a un pubblico di ragazzi, quelli reagiranno sempre con entusiasmo".

Nell'aprile del 1971, Jim Morrison disse addio agli altri membri della band e si trasferì a Parigi per scrivere poesia e sfuggire alla vita caotica della rockstar. Nonostante gli eccessi con l'alcol e i guai seguiti al suo arresto per condotta indecente dopo lo sfrenato concerto di Miami nel 1969 (Morrison fu riconosciuto colpevole), nei due anni precedenti la decisione di Jim di prendersi un anno sabbatico, la band si esibì in alcuni dei suoi show più riusciti e realizzò due tra i suoi album migliori: Morrison Hotel e L.A. Woman. Gli altri membri dei doors erano d'accordo sul fatto che Parigi avrebbe fatto bene a Jim.

"Stavo cercando di interrompere i nostri continui tour per via della sua follia autodistruttiva" dice Densmore. "Lo stavamo perdendo".

"Chiesi a Jim: Quanto pensi di rimanere in Francia?", ricorda Manzarek. "Mi rispose che sarebbe rimasto il tempo necessario. Pensai che fosse la scelta migliore". Manzarek sostiene che Jim aveva preso anche in considerazione l'idea di trasferisri alle Seychelles, nell'Oceano Indiano. "Mi mostrò un depliant e mi disse: Lì uno può sparire dalla faccia della terra".

Densmore, Krieger e Manzarek stavano facendo le prove, in attesa di un eventuale ritorno di Morrison, quando il tre luglio il cantante, morì per un arresto cardiaco, solo tre mesi dopo aver lasciato Los Angeles. Densmore è stato l'ultimo dei doors a parlare con lui. "Mi chiamò da Parigi", racconta il battesrista. "Voleva sapere come stava andando l'album L.A. Woman. Ma cercavo di sondare se fosse fatto. E lo era".

 

La morte di Morrison portò alla luce i problemi evidenti nella dinamiche del gruppo. Bruce Botnick, che aveva lavorato alla produzione dei primi cinque album registrati in studio ed era stato coproduttore di L.A. Woman, dice che in studio "erano una cosa sola. The End, presente nel primo album, è il risultato di due registrazioni. Tutte e due le volte si trattò di vere performance, durante le quali nessuno sapeva cosa stesse succedendo. facevano musica muovendosi all'unisono". Densmore aggiunge: "Jim era come invasato, si è lasciato trascinare dalla musica e anche noi lo abbiamo seguito". Senza Morrison, quel senso di unione si spezzò.

Già al momento della formazione della band, i doors concordarono sul dividere equamente in quattro parti tutti i guadagni. La stesura dei testi, su tutti gli album eccetti un paio, è stata attribuita al gruppo come insieme. Morrison credeva fermamente in un'equa ripartizione, racconta Manzarek, anche se il cantante, in qualità di autore principale dei testi, avrebbe potuto pretendere di ottenere una fetta più grande dei guadagni: "Diceva -se avremo successo, ci saranno soldi in abbondanza per tutti. se invece non ce la dovessimo fare, che importa? Non dovremo mai litigare per questo-" (Ancora oggi gli eredi dei fondi patrimoniali di Jim e della Courson ricevono la loro parte).

Ma Morrison - che nel 1967 si arrabbiò moltissimo quando la canzone Light my Fire venne usata per uno spot televisivo della Buick, nonostante avesse posto il suo veto - non avrebbe mai potuto immaginare la svolta che ha portato gli altri membri del gruppo a beneficare degli introiti provenienti dall'uso a fini commerciali della loro musica. Alcune persone sostengono che, se fosse vivo, avrebbe un atteggiamento diverso, perchè i tempi sono cambiati. Manzarek è una di queste persone: "Jim non era una sprovveduto, avrebbe detto: -la radio ci ignora, il rock tradizionale sta scomparendo. come possiamo far arrivare al nuovo pubblico le canzoni dei Doors? Con la televisione-".

In realtà, a 36 anni dalla sua morte, ogni volta che i membri del gruppo si ritrovano per discutere di qullo che è stata e di quello che sarà la loro musica, Morrison rimane la fondamentale presenza spirituale. E' riuscito a evitare la crisi dovuta al fatto di invecchiare nel mondo del rock e di doversi assumere, come leggenda musicale e uomo d'affari, l'onere e l'obbligo di fare alcune scelte. al contrario, gli alrti in tutto questo tempo si sono sempre domandati: "Che cosa vorrebbe Jim?".

"Ma non si sapeva mai cosa avrebbe detto: era un tipo difficile", sostiee Krieger, riferendosi a una canzone dell'album L.A. Woman. "Ecco una cosa certa che si può dire su Jim: sarebbe cambiato. Solo non so dire come".

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